di Anna Maria Colonna
Alla luce di una lampada, tutto può diventare racconto.
Così, alla fine di questa giornata, io provo a raccontare. Lo faccio mentre
fuori cade, leggerissima, la neve dei pioppi. Oggi il mio tempo è quello della
natura. Il nostro tempo. Perché il tempo, se vogliamo, può appartenerci
davvero, e ha lo stesso ritmo delle prime foglie di primavera. E’ lento.
Siamo a tre metri da terra, in una casetta interamente in
legno costruita sull’albero. Dietro, il bosco. Davanti, un balconcino che dà
sul laghetto stracolmo di girini e pesci rossi.
Pesco Sannita ci inonda di sole e di colori. Questo borgo
della provincia di Benevento è una meravigliosa scoperta. A pochi chilometri da
Pietralcina, mostra una natura rigogliosa e autentica. Il nostro obiettivo era
dormire in una delle casette sugli alberi della struttura “Anima mundi”, poi ci
siamo trovati ad accarezzare un drago barbuto e a passeggiare con i lemuri allo
zoo di Maitine.
Ricordo quando anche io, a sei anni, sognavo di costruire
case sugli alberi, proprio come mio figlio. Le cose che hanno una storia prima
o poi ritornano. Così, per caso, navigando alla ricerca di mete insolite, mi
sono imbattuta nelle tre casette di Cinzia e Luigi. Ho contattato la struttura
e il sogno è diventato realtà. Abbiamo passato la notte su di un albero,
immersi nella natura, circondati da suoni e silenzi incantati.
Lui architetto, lei aspirante insegnante, ci raccontano di
aver avuto l’idea delle casette durante il Covid, quando, per via delle
restrizioni, hanno deciso di allontanarsi da Benevento - dove abitano - per
stare alla periferia di Pesco Sannita. Qui c’è l’edificio principale e,
intorno, natura: bosco, laghetto, alberi e piante, il loro bellissimo cane -
Carlotta - e alcuni gatti. A ridosso delle case in legno, una piscina in
funzione durante la bella stagione.
Ad una manciata di chilometri, c’è lo zoo di Maitine. In
circa tre ore, abbiamo attraversato tutti i continenti, ammirando le diverse
specie di animali: tapiri, alpaca, scimmie urlatrici e armadilli del sud
America; canguri australiani; volpi volanti, cammelli, gibboni, lontre
dall’Eurasia; lemuri, ippopotami, leoni, zebre, giraffe, pantere, coccodrilli e
fenicotteri africani. Tra un gelato alla frutta e la visita al rettilario, ci
siamo ritrovati improvvisamente nel paese dei balocchi, un’area al centro dello
zoo dove i piccoli possono giocare e divertirsi in piena libertà e,
soprattutto, all’aria aperta.

Non ancora sazi di bellezza, tornando alle casette per fare
una passeggiata nel bosco della struttura, abbiamo sostato a Pesco Sannita,
paese campano di circa duemila abitanti. Avremmo voluto visitare il piccolo e
caratteristico centro storico, ma l’area giochi della piazza è stata
la nostra attrattiva principale. In compenso, abbiamo stretto amicizia con
alcune famiglie del posto. In fondo viaggiare significa anche tessere relazioni
e sorridere a momenti fatti di poco e preziosi proprio per questo.
Ultima tappa della giornata, Pietralcina, luogo natale di
Padre Pio, a dieci minuti di macchina da Pesco Sannita. La stradine del centro
storico si snodano tra parole di pietra e negozietti stracolmi di ogni delizia:
dal paté di carciofi e pistacchi al torrone tipico della zona del Sannio, dai
formaggi ai taralli con mandorle e pepe. La chiesa di Santa Maria degli Angeli
svetta al centro del paese e ricorda il culto della Madonna della Libera,
profondamente radicato anche a Pratola Peligna, nella provincia aquilana.
Torniamo alla casetta con il tramonto alle spalle.
L’atmosfera è suggestiva e quasi irreale. I pesci rossi del laghetto aspettano
qualche pezzo di tarallino pugliese e le rondini sfiorano l’acqua, danzando
musiche d’altri mondi. Mi sento fortunata, la vita mi ha permesso – ancora una
volta – di fare il pieno di bellezza.
Pesco Sannita, le casette sugli alberi e il paesaggio
Zoo di Maitine
Pesco Sannita, centro
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