di Anna Maria Colonna
| San Fele, Cascata degli Innamorati |
La nostra prima tappa sono state le cascate di San Fele, conosciute
come “U Uattenniére”, trasposizione dialettale di “gualchiera”, macchina che
sfruttava la forza dell’acqua per lavorare la lana. Le cascate sono diverse e
diversi i percorsi per visitarle. Alcuni partono direttamente dal paese, altri da
sentieri che si imboccano dal bosco lungo la strada. Noi abbiamo scelto questa seconda
alternativa, partendo dai resti di uno dei tanti mulini che costeggiano il
torrente Bradano e camminando accanto all’acqua e alle cascate per una trentina
di minuti: un tratto semplice, ombreggiato dagli alberi e dalle piante di more,
che ci hanno deliziato con la loro inconfondibile dolcezza. Solo il canto delle
cicale a farci compagnia, oltre ad una manciata di visitatori, che poi sono
diventati più numerosi.
Incantevole è la cascata degli Innamorati, salto d’acqua
abbracciato dalle rocce in un angolo di natura che sembra staccarsi dal resto
del mondo. Il fresco del luogo e le rocce che fanno da panchine naturali
direttamente sull’acqua invitano a fermarsi, ma il “rischio” è quello di non
volersi alzare più.
| Santuario Monte Carmine |
Terza tappa, Lagopesole e il suo castello federiciano. Ci rechiamo in questo borgo al tramonto, ma non riusciamo ad entrare nel castello perché, con nostra sorpresa, il 15 agosto il paese celebra “Babylonica”, la festa dei popoli, che ricorda la corte multietnica di cui Federico II di Svevia amò sempre circondarsi. Si parte dall’alba, fino a notte fonda, con visite guidate, passeggiate naturalistiche, il pranzo di comunità a base di peperone crusco, la parata e lo spettacolo, che riunisce sul palco delegazioni provenienti da Brasile, Stati Uniti, Georgia e Perù. Ci lasciamo coinvolgere dai festeggiamenti e il castello lo ammiriamo dall’esterno.
| Monticchio |
Questa volta saliamo fino all’abbazia, ma la fatica viene ricompensata dalla scoperta del museo di storia naturale del Vulture, ad ingresso gratuito e con una guida speciale che ci incanta con ogni sua parola. Così, oltre ad essere catturati dalle teche contenenti tutte le specie di farfalle e di insetti della zona, ascoltiamo con curiosità la storia della bramea, la farfalla fossile vivente – una falena – scomparsa dal resto del mondo e ritrovata solo in questa zona, oggi protetta.
Ogni attimo di questo viaggio è stato condito dai sorrisi, dai consigli e dalla smisurata passione di Elena, proprietaria dell’Agriclub “Il Cavallino”. Ci racconta che il posto prende il nome dal soprannome del suo bisnonno e ci fa sentire a casa. A Ferragosto pranziamo da lei, tra piatti tipici e genuini della tradizione lucana e una visita ai suoi animali: due simpaticissimi struzzi, un coniglietto, capre, galline, oche, gatti, cani, maiali. Quando ti senti a casa, in un posto ci torni perché lì hai lasciato uno dei tuoi momenti più belli. Una stella cadente vista per caso sigilla questo viaggio. E si pensa già al prossimo.
| Paesaggi |
| Laghi di Monticchio |
| Agriclub "Il Cavallino" |