martedì 15 gennaio 2013

Paesaggi d'Abruzzo, una community di 93mila fedelissimi

Intervista all'ideatore, Alessandro Di Nisio

di Anna Maria Colonna
annamaria9683@libero.it

Alessandro Di Nisio
Partire, ma tornare con il pensiero alla propria terra. Sempre. Alessandro Di Nisio, 38 anni, abruzzese di nascita, emiliano d'adozione, nel 2008 ha deciso di promuovere nel mondo la regione d'origine. Tre gli ingredienti fondamentali: passione, informatica e fotografia. Ne è nata una community, Paesaggi d'Abruzzo, che attualmente conta 93mila fedelissimi. Terre Nomadi lo ha intervistato.
 
Chi è Alessandro Di Nisio?
Sono nato a Chieti esattamente 38 anni fa (oggi festeggio il compleanno!). All'età di 18 anni ho lasciato l'Abruzzo per proseguire gli studi a Bologna, dove vivo e lavoro come ingegnere informatico. A 13 anni, con il primo computer, un Philips Msx, ho iniziato a programmare in Basic. Passione, quella per l'informatica, coltivata frequentando l'Itis Luigi di Savoia di Chieti e diventata, poi, professione. Mi ritengo un tipo caparbio, tenace, cerco di realizzare le idee in cui credo con tutte le forze, andando dritto per la mia strada anche quando non trovo riscontro tra amici e conoscenti. Nutro una grande passione per la fotografia, coltivata a livello amatoriale da quando, a 17 anni, mi regalarano una reflex analogica. È diventanta quasi un'«ossessione» con la nascita di Paesaggi d'Abruzzo.

Bologna, quindi Emilia Romagna, e Abruzzo… come mai?
Decisi di andare a Bologna sia per una scelta legata alla facoltà di Ingegneria che per vivere in una realtà diversa. Sono trascorsi 20 anni da quando sono partito e posso dire che è stata un'esperienza che mi ha formato, permettendo il confronto con altre persone. Anche se sto bene a Bologna, mi manca la mia terra. Sarebbe bello tornare, ma in un momento simile non è affatto semplice.

Come nasce Paesaggi d’Abruzzo?
Paesaggi d'Abruzzo nasce dalla nostalgia verso quei luoghi più selvaggi della nostra terra in cui mi rifugiavo quando volevo rigenerare il fisico e la mente. Guardando l'Abruzzo dall'esterno, mi sono reso conto di quanto fosse poco valorizzato e conosciuto. Ho pensato, quindi, di promuoverlo nel mondo attraverso la fotografia e per mezzo dei social network, in particolare di Facebook. Lo ritengo uno strumento potentissimo per condividere le passioni. Così, nel 2008, è nata l'idea di creare una community con cui dare la possibilità a chiunque di raccontare questa regione. Oggi devo dire che molti amici e colleghi si stupiscono guardando le foto di Paesaggi d'Abruzzo. Mi sono anche sentito dire «non sapevo che in Abruzzo ci fossero le montagne». È già un risultato!

Come mai la fotografia?
Ho scelto la fotografia perché è il mezzo più efficace per raccontare, emozionare e trasmettere il desiderio del viaggio. Dal 2008 ad oggi si è affermato il suo ruolo di protagonista all'interno dei social network. Basti pensare alla nascita di Instagram e Pinterest, che possiedono strategie di comunicazione esclusivamente basate sulle immagini. Ogni strategia di marketing territoriale non può prescindere dall'uso della fotografia.

Paesaggi d’Abruzzo e il viaggio. Quale legame?
Paesaggi d'Abruzzo è un viaggio alla scoperta di questa regione attraverso gli occhi degli abruzzesi e di chi la ama. Il mio ruolo è stato di scrivere il canovaccio, ma il merito di aver portato la community in cima alla classifica dei social media, superando i confini nazionali e raggiungendo oltre venti nazioni diverse (su 92.500 fan attuali, circa 12mila ci seguono dall'estero), è delle persone che raccontano - giorno per giorno e attraverso i propri scatti - le emozioni che questa terra regala. Sono loro gli "ambasciatori" del nostro territorio.

Che cosa significa, per te, viaggiare? 
Per me viaggiare significa rallentare, lasciarsi trasportare, osservare ciò che ci circonda con maggiore attenzione ai particolari, ai luoghi, alle persone, alla vita che scorre... viaggiamo ogni volta che guardiamo.

Sei un viaggiatore?
Sì, ho visitato solamente parte dell'Europa (Inghilterra, Spagna, Grecia, Germania, Francia, Svezia), ma se avessi la possibilità, starei perennemente in viaggio!

Quali credi siano i possibili sviluppi del tuo progetto?
Ritengo che la community sia una risorsa per l'Abruzzo perchè 93mila persone non si incontrano per caso, ma per un forte senso di identità. In futuro mi piacerebbe cercare sinergie con le comunità e le aziende locali e rafforzare, quindi, il legame tra il mondo social e quello local. L'obiettivo è di sviluppare iniziative nei nostri borghi tipici, contribuendo, così, anche al rilancio dell'economia locale. Lo so che sono un po' pretenzioso, ma se devo pensare, mi piace farlo in grande!

giovedì 10 gennaio 2013

Pugliesi a Malta, racconto di un'avventura sportiva... e non solo


Malta
Una settimana di settembre in un'isola che ha soli 27 chilometri di lunghezza e 14 di larghezza! Un tempo dedicato allo sport, alla cultura e… allo shopping! Mentre guardavamo attraverso il finestrino dell'aereo, il nostro pensiero vagava sorvolando il territorio siculo e quello maltese. Anche se avevamo fatto qualche ricerca sulla storia dell'isola, non eravamo preparati al suo splendore. Passeggiando negli stretti vicoli caratteristici dei paesi, abbiamo potuto ammirare l’architettura dei palazzi, le persiane colorate e le cabine telefoniche stile inglese che rendono armoniose le città.

Malta
Singolari le carrozze che, trainate da cavalli, accompagnano i turisti nella strette viuzze. In barca abbiamo assaporato il vento, il sole sui nostri visi e il silenzio senza tempo dell’isola di Malta. Paesaggio simile ad un grande museo a cielo aperto anche per chi, come noi, bene non ha compreso quanto descritto dalla guida che parlava in inglese. Ricordando quei giorni tutti insieme e cercando di descriverli al meglio, protagonista è il sorriso. Ci ritroviamo a riflettere sulle «strane» abitudini della cultura maltese. Dalla guida a sinistra al piccolo ventilatore sul cruscotto di ogni auto. Dal matrimonio con una schiera di damigelle e cavalieri alla grande orchestra che anima la celebrazione. Dalla pasta insipida e scotta al pollo con la senape presente in ogni pietanza. Dalla birra, bevanda privilegiata dai maltesi, al caffè solubile, lungo e costoso. 

Che dire degli abitanti dell'isola? Un popolo semplicemente accogliente e rispettoso. Riservato, ma amicale. Un popolo che si sente un po’ italiano e un po’ inglese e che ha reso piacevole la nostra vacanza. Tutto questo, accompagnato da indimenticabili emozioni sui campi sportivi, e non solo, ha caratterizzato il nostro primo viaggio all’estero firmato «Special Olympics».


I viaggiatori pugliesi speciali di Malta
Associazione polisportiva «Olimpihà»


Malta



Malta

lunedì 7 gennaio 2013

In viaggio verso la Puglia, il Modigliani di Trinitapoli è abruzzese



Abruzzo-Puglia. Un tragitto lungo quasi otto ore. Lascio alle spalle nuvoloni imbevuti di pioggia per ritrovare il cielo azzurro delle colline murgiane. Il treno è pieno. A farmi compagnia, il libro di un viaggiatore con la passione per l’Arte. Manca lo spazio per sfogliarne le pagine, che profumano ancora di nuovo. Trovo un angolino comodo per sbirciare tra le immagini. Ma lo sguardo, a tratti, è rapito dai paesaggi che si intravedono dal finestrino. Una tavolozza di colori autunnali, sebbene la terra sia abitata dall’inverno. Metto da parte ogni altro pensiero per immergermi nel fluido scorrere della penna. 


Antonio Di Pillo, Chierico
Nato a Pratola Peligna (Aq) nel 1909, lo scultore Antonio Di Pillo ha scelto di trascorrere quaranta anni in Puglia, a Trinitapoli, rapito dalle bellezze del Tavoliere e del tacco d’Italia. Per le sue opere, non raramente utilizzava l’argilla ricavata dalle sorgenti del fiume Sagittario, che scorre nella terra natia. Penso a quanto sia strana la vita, a volte. Io, pugliese, innamorata dell’Abruzzo, mi imbatto per caso nelle opere di un abruzzese che ha amato profondamente la Puglia. È il mistero degli itinerari che conducono nei posti più impensabili.  Il mio viaggio si è fermato proprio a Pratola Peligna, dove l’Arte di Di Pillo ha visto la luce. Dove ne ho conosciuto la vita. Le sue opere sono sparse tra musei e collezioni private. Solamente pochi mesi fa si è conclusa una mostra di sculture ospitata nella pinacoteca provinciale di Bari ed allestita in occasione del ventennale della morte.  




Trinitapoli
Nel 1941 Di Pillo lascia l’Abruzzo per trasferirsi a Trinitapoli. Nel 1951 si sposta a Roma, dove apre uno studio in via Nomentana. Negli anni Sessanta torna definitivamente a Trinitapoli e qui rimane per circa trent’anni, fino all’ultimo respiro. Il legame con la Puglia è segnato anche da una donna, sua moglie, Angela Maria Iolanda Troysi, originaria di Trani. Schivo e riservato, inquieto e sempre alla ricerca di un posto in cui sostare, Di Pillo lo trova in Puglia, la sua regione di «adozione».  Giovanissimo, frequenta la Regia scuola d’Arte di Sulmona, imparando a lavorare la pietra bianca della Majella nelle botteghe. Inizia con i «cocci», teste-ritratto di donne e contadini abruzzesi. Continua con nudi, busti, bassorilievi, crocefissi, sculture sacre. Terracotta, bronzo, pietra. Abruzzo e Puglia si intrecciano.


Il treno continua a correre, le pagine scivolano sotto i miei occhi, come la penna sul foglio. Dal Centro al tacco d’Italia, ripercorrendo il viaggio di Di Pillo. Torno in Puglia, ma continuo a sentirmi profondamente ed inspiegabilmente legata alla terra natia dello scultore. La ritrovo in uno stralcio scritto di suo pugno:

Pratola Peligna
...il paese di mia madre, dove io sono nato e lungamente vissuto, non è come uno di quei tanti paesini abruzzesi appollaiati come presepi sulle falde di un monte o tra le gole rocciose di una montagna, dove la neve si scioglie solo a giugno. Il paese di mia madre si stende su una degradante collina al centro di una silenziosa valle. Il monte Morrone e il Sirente sembrano fargli da contrafforti, il Gran Sasso, la Maiella e l'eremo di Celestino V lo guardano da secoli.

Ci penso. Ridipingo Pratola con la mente. Sarà difficile da cancellare.

Anna Maria Colonna
annamaria9683@libero.it  

Il reportage si può leggere anche sul blog di Radio L'Aquila 1 (http://blog.rl1.it/?p=527).

Si ringraziano Alessandro Di Nisio e Paesaggi d'Abruzzo (http://www.paesaggidabruzzo.com/).