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sabato 20 dicembre 2014

Il video presepe di Paolo Consorti per la prima volta in Puglia

Intervista all'artista marchigiano  

di Anna Maria Colonna
terrenomadi@gmail.com

L'artista marchigiano Paolo Consorti porta le sue opere ad Altamura (Ba). Free tomorrow, il video presepe da lui realizzato - presentato in anteprima mondiale nel 2009 ad Assisi e nel 2010 ad Ascoli Piceno - sarà proiettato alle 20 sulla parete laterale della Cattedrale a partire da domani e fino al 27 dicembre. 

Nel 2011 l'affresco digitale è stato ospitato a Betlemme, tra gli oltre duecento presepi dal Museo internazionale della Natività. Dall'Umbria alle Marche, passando per Roma, Melbourne, Berlino, Amsterdam, Milano, Minneapolis, Amburgo, New York, Marshall e Tokyo, Consorti ha accompagnato l'Arte in giro per il mondo. In occasione del suo viaggio in Puglia, Terre Nomadi lo ha intervistato.

Considera sinonimi Arte e vita?
Purtroppo sì! L’Arte mi ha regalato grandi emozioni, facendomi viaggiare con la mente anche quando ho vissuto lunghi periodi di staticità. Il problema però è che quando vuoi fermarti non riesci a farlo, quasi fossi costretto a correre, magari ignudo e punto dalle vespe come nel girone degli ignavi del terzo canto dell’Inferno dantesco… povero me!

La sua arte parla diversi linguaggi, pittorico, filmico, «elettronico». Come mai la scelta di questa commistione?
La commistione dei diversi linguaggi è figlia della stessa dannazione di cui abbiamo appena parlato. L’incapacità di fermarsi non è soltanto concettuale, ma anche tecnica, formale e linguistica. In un certo senso, invidio gli artisti che per un’intera vita si ripetono senza mai cambiare. Sicuramente sono più sereni sia di mente, non avendo mai dubbi e ripensamenti, che di tasca, rassicurando i loro galleristi, produttori e collezionisti sulla stabilità del «prodotto».

Che cosa significa fare Arte oggi? A suo parere può l'Arte vivere di modernità?
L’Arte anticipa la modernità, e lo fa senza malizia e saggezza, ma con l’ingenuità di un bambino. Quando non è influenzata da dinamiche e problematiche culturali, economiche e/o politiche, può raggiungere alte vette, ma, ahinoi, è uno stato di grazia sempre più raro.

Il lavoro e l'opera a cui lei è maggiormente legato?
Il mio fare Arte ha avuto diversi «tempi», comunemente e volgarmente chiamati progetti, con opere che di sicuro hanno segnato una mia storia, a volte più, a volte meno forte, ma ugualmente indelebile! Senza dubbio nei momenti più difficili l’opera è più debole. Tuttavia proprio in quei momenti si verificano le svolte necessarie alla ricerca di un superamento. Del resto si raccoglie dove non si semina, no? Difficile quindi rispondere sinteticamente a questa domanda o banalizzandola con una lista di opere più riuscite delle altre. Visto che ci stiamo, «Free tomorrow» è un’opera importante nella mia carriera perché racchiude il concetto di svolta della quale parlavo. Una sorta di video pensato come un olio su tela al quale ho imposto di muoversi e parlare.

Linguaggio artistico e fede. Come potrebbe definire questo connubio?
Mi viene in mente una mia frase spontanea in occasione del film «Figli di Maam», che ho interamente girato al Museo Maam di Roma. In questa circostanza, vedendo alcune immagini del film nelle quali il maestro Michelangelo Pistoletto «risvegliava» il mio santo performer dalla convinzione di essere il Battista tornato in Terra, ho detto: Quando Arte e Religione litigano, non credetegli! Ma stiamo parlano di Arte e Religione, non di fede. La fede muove le montagne, è felicità allo stato puro, sensazioni vissute in brevissimi attimi della propria vita. Bisognerebbe, quindi, porre questa domanda a chi la possiede realmente. Per quel che mi riguarda, mi associo umilmente al pensiero pasoliniano di seguire Cristo in senso più estetico che religioso.

Nel 2009 ha presentato ad Assisi il video presepe che viene ospitato questi giorni ad Altamura. Una novità che vuole differenziarsi in che cosa dai presepi tradizionali?
In realtà, la prima versione assisiate riguardava soltanto l’ultima parte del video, cioè l’arrivo della cometa. Poi ho pensato di crearle un percorso che illuminasse terre e popoli, lasciando la speranza di un domani libero da violenze e oppressioni, «Free tomorrow». Come detto prima, l’ho pensato come fosse una tela da dipingere. Quando dipingi, non pensi a differenziarti, ma soltanto a fare Arte, svuotandoti di tutto, nella maniera più pura possibile. 

C'è un messaggio dietro le opere che portano la sua firma?
I messaggi li lascio ai saggi. Direi che c’è una passione, un’ansia e, perché no, un divertimento e un tentativo di condivisione.


L'Arte può essere definitiva anche viaggio?
Certo, come ho detto prima, un viaggio senza soste!

L'Arte l'ha portata a viaggiare. Ha notato un differente approccio nei confronti dell'Arte nei luoghi che ha visitato?
Sicuramente sì! Tutto questo determina un arricchimento indescrivibile. C’è molto, troppo da imparare da quelli che sono diversi da te. Non basta una sola vita!

La proiezione del video presepe ad Altamura - e per la prima volta in Puglia - è stata organizzata dall'associazione culturale «ArsVivens» e rientra nell’iniziativa «Laboratori dal Basso», promossa dalla Regione. 








lunedì 7 ottobre 2013

Hvar, nella Croazia bagnata di sole

di Stefania D'Amato
Fotografie di Stefania D'Amato e di Angela Di Nino

Il centro di Hvar
Si dice che quando uno scopo, un obiettivo, una meta vengono raggiunti a fatica, la soddisfazione è massima. Possiamo confermarlo. Dopo un viaggio della speranza, io ed Angela mettiamo finalmente piede sull'isola di Hvar, gioiellino incastonato tra il blu del mare Adriatico e le rigogliose montagne della Dalmazia.

Un sole splendente ci accoglie, stemperando i corpi infreddoliti dalle temperature polari del traghetto che collega le coste anconetane con quelle croate. Un sorriso smagliante illumina l'arrivo all'appartamentino nel quale alloggeremo per il periodo della breve, ma intensa vacanza. È Ivana, la proprietaria, che, con la sua cordialità, offre un assaggio della gentilezza e dell'affabilità degli abitanti di questa cittadina, semplice e stilosa allo stesso tempo. Il sole accompagna lo scandirsi di tutte le nostre giornate. Indora le teste, creando giochi di specchi nell'acqua. Accarezza con dolcezza i legni consumati delle innumerevoli barchette ormeggiate nel porticciolo. Quello stesso sole arroventa gli scogli, scuri ed infuocati, dove ci adagiamo con la speranza di riportare con noi, oltre a qualche souvenir da dare agli amici, anche un po' di tintarella.

Hvar, porto e Fortezza spagnola
Il centro di Hvar, dall'incantevole respiro veneziano, è disseminato di bar e pizzerie. Notiamo una piccola gelateria ricavata nella parete di un palazzo d'epoca. Dalla piazza principale, volgendo lo sguardo verso l'alto, si scorge l'imponente Fortezza spagnola. Decidiamo di visitarla. E accettiamo, rassegnate, l'idea di dover scalare la montagna sulla cima della quale essa domina la cittadina come sovrana assisa sul trono. Arrivate sulla vetta, la visuale ripaga i nostri sforzi, regalandoci la cartolina più affascinante della città e degli isolotti che salutano di fronte.


 Isola di Vis, Komiza



A questa memorabile escursione via terra segue, pochi giorni dopo, una divertente escursione via mare a bordo di un traghetto locale. Qui abbiamo il piacere di conoscere persone provenienti da diverse parti del mondo, alle quali dono una copia del mio cd... ora Stephanie la stanno ascoltando anche in Australia ed in Nuova Zelanda! Gustando delle ottime bistecche di pesce spada, andiamo verso l'isola di Vis, dove visitiamo Komiza. Durante il viaggio di ritorno, ci concediamo una capatina alla Grotta Blu, meravigliosa, e un tuffo nella Grotta Verde. L'acqua è gelida, ma non importa. Siamo felici e sorridenti, soddisfatte e appagate dall'escursione.

Porto turistico di Hvar

Verso la fine della settimana, ci regaliamo una cena a base di pesce presso il ristorantino di fronte al porticciolo, Kod Kapetana, dove gustiamo delle pietanze buonissime, immortalate dalla nostra fedele macchina fotografica.

Trascorriamo sette giorni all'insegna del relax, ma non certo della sedentarietà. Non abbiamo auto con noi. Le nostre giornate sono caratterizzate da tante lunghe passeggiate, che hanno come colonna sonora la musica diffusa dalle radio dei locali vip che costellano alcune zone costiere dell'isola. Le melodie si mescolano con il rumore del mare che sbatte contro gli scogli.

Spalato
La nostra vacanza in Croazia termina con un pomeriggio a Spalato, città che ricama antico e moderno sullo stesso tessuto. Da qui riprendiamo il traghetto per l'Italia. Ci concediamo altri due giorni per visitare Ancona, con i suoi innumerevoli edifici, palazzi e portoni d'epoca e una delle cattedrali più belle della penisola, quella di San Ciriaco. Siamo senza fiato davanti alla sua imponenza e maestosità.

Torniamo a casa con il cuore più largo e con la mente sopraffatta dalla bellezza dei paesaggi appena lasciati alle nostre spalle. Con la certezza che un giorno nella splendida Croazia torneremo... to be continued...


Colonna sonora: James Blunt, Bonfire heart



Hvar, piazza principale
Hvar

Tramonto a Hvar
Hvar

Isolotti di fronte Hvar

Hvar vista dalla Fortezza spagnola

Isola di Vis, una spiaggia di Komiza

Isola di Vis
Edificio di Hvar
Due amiche ed una spiaggia croata
Cattedrale di San Ciriaco, Ancona
Ancona