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martedì 8 dicembre 2015

A Jesolo la Natività in un pugno... di sabbia

di Anna Maria Colonna
terrenomadi@gmail.com 


La natività in un pugno di sabbia.

Granello dopo granello, dodici Sand Nativity 2015, i presepi di sabbia al Lido di Jesolo
scultori internazionali diretti da Richard Varan hanno realizzato a Jesolo, in piazza Marconi, un intero presepe. C'è voluto quasi un mese perché l'opera prendesse forma. Nella sua leggerezza, la sabbia parla il linguaggio minuzioso e attento dell'arte. Lo fa aprendo la finestra sul mare, senza che si lasci toccare dall'immensa distesa vestita d'inverno.

Oggi, giornata dell'albero e del presepe, i cittadini della laguna veneta hanno tagliato il nastro, inaugurando la loro scultura. Dal 2002, anno dopo anno, i migliori artisti si danno appuntamento in Veneto, a Jesolo, per mettere le mani in sabbia e per tirare fuori statue e forme. Non a caso l'evento ha preso il nome di Sand nativity, Natività di sabbia.

E fa un certo effetto pensare che queste statue, composte da miriadi di granelli capaci di disperdersi al primo soffio di vento, possano durare fino al prossimo 31 gennaio, giorno in cui è prevista la chiusura al pubblico della mostra.

Quest'anno, in occasione del Giubileo della Misericordia, accanto al presepe, gli scultori hanno dedicato una statua di sabbia anche a papa Francesco.

L'ingresso è libero.

sabato 19 luglio 2014

Road movie: Tracks - Attraverso il deserto

di Miriam Pallotta
miriam_pallotta@libero.it



Robyn Davidson ha venticinque anni e in mente un folle progetto: attraversare a piedi il deserto australiano. Dopo un paio di anni di preparazione, passati ad addestrare cammelli e a indurire i suoi piedi, Robyin deve superare l'ultimo ostacolo che la separa dalla sua meta: i soldi.


La rivista National Geographic decide di sponsorizzarla a patto che lei incontri periodicamente il fotografo Rick Smolan, che documenterà tutta l'impresa.




 Nel 1977, con la sola compagnia di quattro cammelli e del suo cane Diggity, da Alice Springs camminerà in solitudine per quasi tremila chilometri, fino a raggiungere l'Oceano Indiano.


Il motivo che spinge la giovane a intraprendere quest'avventura rimane vago per l'intera durata del film. Sotto il sole cocente australiano, tra l'immensità e maestosità del deserto, si scorgono come un miraggio sprazzi del passato della «donna dei cammelli»: la madre suicida e il padre amante della solitudine.



Il film è tratto dalla vera storia di Robyn Davidson e presentato alla settantesima edizione della mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.



L'attrice Mia Wasikowska e la vera Robyn Davidson







Le immagini della rivista National Geographic che ritraggono il viaggio di Robyn Davidson nel 1977.

Regia: John Curran
Sceneggiatura: Marion Nelson
Produttore: Iain Canning, Emile Sherman
Paese di produzione: Australia
Anno di uscita in Italia: 2014

Interpreti

Mia Wasikowska: Robyn Davidson
Adam Driver: Rick Smolan
Emma Booth: Marg
Jessica Tovery: Jenny
Melanie Zanetti: Annie
Rainer Bock: Kurt Posel
Robert Coleby: Pop
John Flaus: Sallay