Dal mare alla montagna in meno di un'ora: breve itinerario nel Parco nazionale della Sila, dove si respira l'aria più pura d'Europa.
di Anna Maria Colonna
Le fragoline di bosco chiazzano di rosso il sentiero, inframmezzate da felci e funghi di ogni tipo. Il profumo di pioggia e di menta resta attaccato alle narici e riesci a sentirlo anche in una stanza chiusa. L’acquazzone all’ora di pranzo ha inzuppato foglie, piante e ali di farfalle. È arrivato all’improvviso, senza chiedere il permesso, forte e pungente, come il fresco che ha lasciato alle sue spalle. La montagna è così, inaspettata. Sorprende e sospende, arresta il tempo, che poi devi rincorrere senza l’orologio al polso. Ogni volta mi illudo di poter portare un pezzo di questo cielo con me e ogni volta mi convinco a lasciarlo stare sulle vette, lì, dove mi aspetterà. Dove sicuramente tornerò.
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| Villaggio Grechi - Casa padronale |
Siamo in Calabria, a Tirivolo, una frazione del comune di Zagarise, in provincia di Catanzaro, al villaggio Grechi. Una schiera di casette in legno dai tetti rossi ci accoglie, sembra di essere nelle favole, in un paesello abitato da gnomi e fate. Da Cropani Marina, abbiamo impiegato circa cinquanta minuti di curve e salite per arrivare fin qui, a quasi 1700 metri di altezza. Diversi sentieri partono dal villaggio. Decidiamo di imboccare quello che conduce a “Orme nel parco”, un enorme parco avventura nel cuore della Sila Piccola. Sono circa trenta minuti, a passo sostenuto, ma con un bambino di 6 anni al seguito - molto curioso e appassionato di insetti – il percorso può durare anche più di un’ora. Cerchiamo coleotteri, fotografiamo funghi, sorprendiamo una salamandra nera e gialla ferma su di un sasso, accarezziamo il muschio, interroghiamo la natura cercando di rubarle i suoi mille segreti. Si può essere ricchi di poco, si può essere ricchi per questo.
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| Gigante Prometeo |
Oltre ai percorsi sospesi a mezz’aria, da un minimo di uno a un massimo di diciotto metri d’altezza, “Orme nel parco” permette di fermarsi a dormire nel bosco, in tende immacolate e chalet in legno. I fuochi accesi delle braci al tramonto fanno da cornice e si spengono insieme al canto delle cicale. Il silenzio che avvolge ogni cosa è impagabile. Sono i primi giorni di agosto e si va a letto sotto la trapunta: qui il termometro segna venti gradi.
Il secondo percorso che ci aspetta dura circa venti minuti ed è quello del Gigante Prometeo, un abete bianco secolare della Valle Lunga della Sila, che, purtroppo, ci spiegano, è stato bruciato anni fa. Ci arriviamo dopo esserci dissetati alla Fontanella dei pastori e aver attraversato un ponticello sul fiume Crocchio. Il bosco è fittissimo e, del Gigante Prometeo, conserva solo i resti. Ci resta l’amaro in bocca per essere rimasti in questo posto incantevole, scoperto per caso, solamente una manciata di giorni. “C’è da tornarci”, ci diciamo. E, intanto, la montagna ci saluta, togliendosi il cappello e mostrando il suo sorriso, bello come il sole.
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| Villaggio Grechi |
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| Villaggio Grechi |
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Orme nel Parco
 | Orme nel Parco
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| Il Gigante Prometeo |
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