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mercoledì 14 novembre 2012

Terremoto in Umbria, i bambini volevano tornare a scuola (terza parte)


Di viaggi per quella missione del 1997 a Spello (Pg) ne effettuammo altri due. Avevamo in gran parte soddisfatto le richieste delle clarisse di Vallegloria. Dal sindaco di Altamura (Ba), la nostra città, ci era stata data ampia disponibilità a donare altro. Rientrammo dal primo viaggio con la richiesta di insegnanti e genitori spellani di provvedere all’arredo di due aule scolastiche per bambini di prima elementare. Dopo un mese circa, avendo provveduto ad Altamura all’acquisto di piccoli banchi, sedioline, penne, quaderni, matite, due cattedre, due lavagne e tanto altro, organizzammo il secondo viaggio, certi di poter sopperire almeno in parte alle richieste dei cittadini di Spello. Ogni viaggio comprendeva derrate alimentari per le clarisse.

All’arrivo a Spello, fummo accolti nella piccola piazza del paese da autorità e cittadini, che ci ringraziarono calorosamente. Prima di ripartire, scaricati i viveri per le suore, fui graziato del secondo dono dei tre ricevuti nei viaggi in Umbria. Questa volta, una meravigliosa icona di Madonna col bambino, che donai al Vescovo della Diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti. Il terzo ed ultimo viaggio di quella missione lo effettuammo il 13 dicembre del 1997 per presenziare alla cerimonia che riuniva i vari enti accorsi in aiuto di Spello. Questa volta la delegazione era composta dal Sindaco e da un Assessore con rispettive consorti, dal responsabile della Protezione civile di Altamura, da due Vigili urbani e dalla mia famiglia.

Tra alpini veneti, volontari della Protezione civile lombarda ed emiliana, volontari liguri e marchigiani, sul piccolo palco del minuscolo teatro faceva bella mostra di sé la bandiera del Comune di Altamura, unica città meridionale a partecipare a quella missione. Prima dei saluti, non poteva mancare una visita di tutta la delegazione al convento di Vallegloria. Anche questa volta ricevetti un dono, racchiuso in una scatola di cartone. La badessa, però, mi vietò di vederlo fino al mio arrivo in Puglia. Ubbidii, ma la curiosità per tutte le nove ore di viaggio era tanta!

Arrivato ad Altamura ed entrato in casa, il mio primo gesto fu quello di curiosare nella scatola per capire che cosa contenesse: un meraviglioso volto di Cristo inciso su un pezzo di tronco di acero che custodisco gelosamente, opera di uno scultore brasiliano. Immagine realisticamente impressionante e struggente, con una lacrima sul volto, simbolo di quelle che, con parte del nostro cuore, avevamo lasciato a Spello.  

 Antonio Lorusso

domenica 11 novembre 2012

Terremoto in Umbria, nel convento di Vallegloria (seconda parte)

Spello (Pg), il convento di Vallegloria
Stava per concludersi una giornata di intenso lavoro. Ci attardammo nel piccolo atrio del convento in attesa di consumare la cena che, con tanta cura, le suore avevano preparato. Alle 20 circa del giorno del nostro arrivo a Spello (Pg), fummo invitati ad accomodarci nel parlatorio del monastero, dove era stata imbandita una bella tavola. Attraverso la «ruota», ci servirono piatti di lasagne, coniglio al forno con patate e frutta. In un silenzio surreale - forse l’unico della nostra vita lontano dai clamori degli schermi televisivi - consumammo la cena. In tempi rapidi, per rispettare gli orari della clausura, ci congedammo, dandoci appuntamento al mattino seguente per i saluti. Poi partimmo per Foligno (Pg), dove c’era l’albergo in cui avremmo trascorso la notte. Perché siamo andati a Spello? Perché ad Altamura (Ba), la città in cui viviamo, il Consiglio comunale aveva autorizzato l’invio di aiuti verso un paese umbro terremotato che ospitasse, però, altamurani. E a Spello, nel monastero di Vallegloria, c’erano sette suore della nostra città. All’indomani, tornati al convento per il commiato, abbiamo vissuto momenti di grandissima emozione, poiché le suore, mancando da tempo da Altamura, cercavano di recuperare da noi quante più notizie possibili sui loro parenti. Ci salutammo con qualche lacrima, ma con la consapevolezza che avevamo compiuto un piccolo, grande gesto di sincera solidarietà.


Spello (Pg)
In occasione del terremoto del 1997, feci tre viaggi a Spello ed il mio congedo dalle suore di Vallegloria si accompagnava sempre con un omaggio che custodivo gelosamente per tutto il viaggio di ritorno: il primo oggetto che mi fu donato era un bellissimo crocifisso di San Damiano. Non esitai, viste anche le dimensioni, a donarlo al cappellano dell’ospedale di Altamura. Crocifisso ancora oggi dominante il corridoio che collega il vecchio al nuovo ospedale, nelle vicinanze degli ambulatori di cardiologia. Ho voluto così manifestare la partecipazione di tutta la città a quella missione, ma, in particolare, la vicinanza del mio mondo di lavoro.

La conoscenza delle clarisse, le loro storie, il loro vivere hanno tracciato in tutti noi, presenti all’appello di quella esperienza, un solco di umana partecipazione. Durante il viaggio di rientro, pensavamo alla povertà, alla semplicità, all’amore che trapelava dai loro volti sorridenti e all’umile modo di vivere. Tornai ancora a Spello dopo circa un mese dal primo viaggio, ma, questa volta, con finalità diverse. Lasciai il silenzioso misticismo di Vallegloria e mi orientai verso la realtà cittadina, con altri aiuti ed esperienze.

Continua nel prossimo reportage...

Antonio Lorusso

Le fotografie dell'autore

Spello (Pg)
Spello (Pg)

Spello (Pg)



mercoledì 7 novembre 2012

Terremoto in Umbria, una «spedizione» nel cuore della notte (prima parte)



L'orologio segnava le due di notte quando fui prelevato da casa mia da alcuni amici. Si accingevano, forse per la prima volta come me, a vivere una nuova esperienza. Ero il capo della spedizione che, dopo vari ed intensi preparativi, guidava un gruppo di uomini in direzione Centro, esattamente verso Spello, in provincia di Perugia, ad una manciata di chilometri da Assisi. La colonna si componeva di vari mezzi: due autoarticolati che trasportavano, ciascuno, una grande roulotte, un furgone della Protezione civile carico di ogni ben di Dio - dal vestiario a vari generi alimentari - un pulmino, sempre della Protezione civile, in cui viaggiavamo io ed altri tre amici, tra i quali il conducente. Ovviamente quest'ultimo era il mezzo in testa alla colonna. Seguiva un mezzo della Polizia municipale con due vigili, dotato di lampeggianti per segnalare di notte la presenza dell'autocolonna.

I mezzi erano collegati via radio per comunicare eventuali anomalie, ma tutto procedeva bene, anche perché io, come capo spedizione, proponevo soste ravvicinate per un caffé utile a tenere svegli i conducenti. Il tempo, in quell’ottobre del 1997, fu abbastanza clemente e ci permise di procedere speditamente, pur nel massimo rispetto dei limiti di velocità a cui tenevo tanto. Al mattino, alle otto circa, giungemmo ai piedi di una simpatica cittadina. Si stagliava in tutta la sua bellezza su di una collina circondata da tanto verde e dal monte Subasio, generoso produttore del prezioso marmo rosa.

Un particolare che mi colpì, prima di addentrarci per l’unica via percorribile in questa meravigliosa cittadina dal chiaro profumo della lussureggiante natura umbra, fu la limitata capacità di transito che offriva la porta di accesso alla città. Già immaginavo quali difficoltà avremmo dovuto affrontare per passare con i grossi mezzi che trasportavano le roulotte. Ma non mi persi d’animo e, con l'aiuto di due Vigili urbani, affrontammo la salita, giungendo nella piazzetta del Municipio. Qui fummo ricevuti dal Sindaco, a cui chiesi dove fosse ubicato il convento di Vallegloria, istituto cui erano diretti gli aiuti, così come deciso all’unanimità dal Consiglio comunale di Altamura (Ba). All'indomani del terremoto in Umbria, avevo proposto all'assise consiliare di portare aiuti agli amici terremotati ed il Consiglio aveva individuato Spello come meta degli stessi aiuti. Il Sindaco incaricò due Vigili spellani di accompagnarci al convento.

Le clarisse ci accolsero con grande entusiasmo, ma, se potemmo scaricare alimenti e vestiari, non fu altrettanto facile con le roulotte, che non riuscivano a passare dal portone di accesso al convento. Intervennero i Vigili del fuoco di Foligno (Pg), che imbracarono le roulotte e, sollevandole per oltre tredici metri, altezza del muro di cinta, le deposero nel giardino. Terminato il lavoro, io soltanto ebbi accesso alla parte della clausura e potei rendermi conto del danno che il terremoto aveva procurato a quel convento, la prima casa di Santa Chiara.

Continua nel prossimo reportage...

 Antonio Lorusso   

Le fotografie dell'autore

Spello (Pg)


Spello (Pg)

Spello (Pg)
Spello (Pg)












Spello (Pg)