di Anna Maria Colonna
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Cascata di San Giovanni (Ch)
© Anna Maria Colonna
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Ad ogni partenza, c’è qualcosa che non si paga. Il biglietto
di ingresso alla natura ha il costo della meraviglia e del gusto per
l’avventura. Zaino in spalla, scarpe comode e sguardo «bambino» sono gli
ingredienti fondamentali per abbracciare la varietà del mondo. Sento già lo
scrosciare fragoroso della cascata di San Giovanni, con un salto di oltre
trenta metri nel fosso del torrente Vesola. Percorro il sentiero che parte da Bocca di Valle, frazione
di Guardiagrele (Ch), nel cuore del Parco nazionale della Majella. Passi che
inseguono le tracce del lupo appenninico, considerato il più pericoloso degli
animali. Spettro delle fiabe raccontate ai più piccoli. Simbolo del Parco, percorre
le piane d’alta quota e gli impervi canyon abruzzesi nel silenzio delle solitudini
vergini.
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| Val Vesola (Ch), tracce
© Anna Maria Colonna |
Riassetto il nastro delle memorie e degli stereotipi.
Nel terreno fresco di pioggia, sulle
sponde del corso d’acqua, le impronte non lasciano spazio a dubbi. È lui. Poco
più avanti, un cespuglio di piume sparse conferma i sospetti. Il lupo deve aver
mangiato. Ma non punta all’uomo. Attacca solamente per difendersi da chi ha
attentato per anni alla sua vita.
Un animale selvatico e socievole. Viaggiatore instancabile, capace
di percorrere in branco e in solitudine centinaia di chilometri. Capace di
innamorarsi della bella Isabeau in «Ladyhawke», il film di Richard Donner girato
proprio in Abruzzo, a Rocca Calascio (Aq).
Sempre insieme, eternamente
divisi. Lei falco di giorno, Navarre lupo di notte.
Trova il lupo che cerco, il
lupo che voglio, il lupo che la ama…
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| Val Vesola (Ch) © Anna Maria Colonna |
Sulle tracce del lupo. Raggiungo i pini
di Piana delle mele, poco più di cento abitanti, frazione di Sant’Eusanio del
Sangro (Ch). Giochi sospesi tra gli alberi del Parco avventura Majella, rifugio
per l’allegria spensierata dei bambini. È questo scorcio di verde il punto di
partenza degli atleti che, domenica 23 giugno, percorreranno quindici
chilometri sulle altezze dell’Appennino abruzzese, a mille metri di dislivello.
In viaggio da Liguria, Lazio, Emilia Romagna, Basilicata, Puglia, Molise e Marche,
si incontreranno in Val Vesola per inseguire le orme lasciate dai lupi, tracciato
naturale di gara. L’
iniziativa è inserita nel circuito di
Parks trail, l’associazione
nazionale che promuove il train running, la corsa sui sentieri escursionistici.
Una ecomaratona che ha l’obiettivo di valorizzare il territorio, lo sport, il
viaggio. E, soprattutto, la specie protetta del lupo.
Il gioco di luci della sera riporta lo sguardo sulle impronte. È l'ora dei richiami. La natura accende i lampioni per indicare la strada. Nel silenzio, solamente il rumore piumato dei passi e il suono lontano dell'acqua.