500 ml di acqua
500 g di farina
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
un cucchiaino di sale
3 cucchiaini di lievito per dolci
un litro di olio per friggere
zucchero semolato
Tutto quello che siamo lo portiamo con noi nel viaggio. Portiamo con noi la casa della nostra anima, come fa una tartaruga con la sua corazza. In verità, il viaggio attraverso i paesi del mondo è per l'uomo un viaggio simbolico. Ovunque vada è la propria anima che sta cercando. Per questo l'uomo deve poter viaggiare (Tarkovskij).
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| Simulazione del cammino di Santiago in piena Murgia |
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| Simulazione del cammino di Santiago in piena Murgia |
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| Simulazione del cammino di Santiago in piena Murgia |
Belchite, pueblo viejo. C’era il sole quando la guerra
civile spagnola trasformò l’appartato e ridente borgo rurale in un ammasso di
macerie e di cadaveri. Ruinas historicas le chiamano oggi, con tanto di
cartello sistemato all’ingresso della cittadina abbandonata. E ai turisti piace
quell’odore di silenzio che soffia tra gli edifici, fermi a 77 anni fa. Un
fascino che racconta di morte, perché tolse la vita a uomini, donne, anziani e
bambini.
La lunga resistenza salvò Saragozza, ma non Belchite,
distrutta dai repubblicani e, in seguito, insignita della più alta onorificenza
militare spagnola, la «Cruz Laureada de San Fernando». Il piccolo villaggio aveva
offerto i propri abitanti alla guerra per strappare alla morte la capitale
aragonese.
Il Comune spagnolo venne ricostruito dal regime franchista,
ma non in loco. Accanto alle rovine sorse una cittadina con lo stesso nome, che
attualmente conta circa milleseicento abitanti. Il paese vecchio venne affidato
al tempo, ladro di giovinezza. L’arco de San Roque, le chiese di San Martin, San
Juan, San Augustin, il convento di San Rafael, la cappella di San Anton, case e
palazzi monchi sono testimoni della pazzia umana. Ruggine che divora inferriate,
ringhiere e la storia di chi non ha potuto guardare in faccia alla vita. Storie
fatte a pezzi dalla Storia e che non conserveranno mai nomi, se non nei racconti
dei familiari.
Oggi Belchite è molto gettonata dal punto di vista turistico
e mostra ai visitatori anche il suo volto notturno. Un recinto chiude le
macerie e si entra solamente con il biglietto e accompagnati dalla guida. Gli
edifici senza tetto lasciano spazio al cielo, unico abitante rimasto. L’unico a
poter lavare gli orrori umani quando il peso della memoria buca le nuvole.